San Giovanni della Croce

Un'infanzia povera in Castiglia
Juan de Yepes y Álvarez nacque nel 1542 a Fontiveros, nell'antica Castiglia, ultimo figlio di tessitori di seta. Suo padre era stato diseredato per aver sposato una donna di condizione inferiore e morì quando Juan era ancora bambino, lasciando la famiglia in autentica povertà. Fu educato in un istituto per fanciulli poveri a Medina del Campo, provò senza successo un paio di mestieri, e lavorò in un ospedale per poveri e appestati mentre studiava con i gesuiti. Nel 1563 entrò nell'ordine carmelitano, prendendo il nome di Giovanni di San Mattia, e fu ordinato sacerdote nel 1567 — lo stesso anno in cui un incontro casuale avrebbe cambiato per sempre il corso della sua vita.
Attribuito a Francisco de Zurbarán, San Giovanni della Croce, 1656, Museo Arcidiocesano, Katowice — dominio pubblico.
L'incontro con Teresa d'Ávila
Quell'incontro fu con Teresa d'Ávila, già inoltrata nella propria battaglia per riportare l'ordine carmelitano verso la povertà e il silenzio contemplativo delle origini. Ella convinse il giovane sacerdote ad aiutarla a estendere quella riforma ai frati, e il 28 novembre 1568 aprì, in una fattoria riadattata a Duruelo, la prima casa di quelli che sarebbero diventati i Carmelitani Scalzi, con Giovanni — ormai Giovanni della Croce — come primo maestro dei novizi. Fu un inizio piccolo e per nulla appariscente per una riforma che avrebbe presto suscitato una resistenza feroce da parte dei carmelitani che non avevano alcuna intenzione di farsi riformare.
Nove mesi in una cella di Toledo
Quella resistenza si fece violenta nel dicembre 1577, quando i carmelitani contrari alla riforma fecero rapire Giovanni ad Ávila e lo imprigionarono nel loro convento di Toledo. Per circa nove mesi fu tenuto in una cella di poco più di due metri per tre, illuminata da un'unica piccola finestra in alto, flagellato ogni settimana davanti alla comunità riunita, e tenuto in vita a pane, acqua e avanzi. Si ritiene che proprio in quella prigionia compose gran parte del suo Cantico spirituale, oltre ad alcune poesie più brevi — portandole nella memoria, perché non aveva né carta né inchiostro. Nella notte tra il 14 e il 15 agosto 1578 forzò la serratura della porta della sua cella, oltrepassò una guardia addormentata, e si calò da una finestra con una corda improvvisata con strisce di coperta e della sua stessa tonaca, tutte strappate.
Cosa significa davvero "la notte oscura"
Gli scritti successivi di Giovanni trasformarono quell'esperienza di spoliazione in un racconto strutturato della vita spirituale. Nella Salita del Monte Carmelo espone come un'anima si distacchi attivamente dagli attaccamenti sensibili e spirituali; il verso più spesso citato ne racchiude tutto il metodo in un solo respiro: «Per poter gustare il tutto, non cercare il gusto in nulla. Per poter possedere il tutto, non voler possedere nulla.» La sua opera compagna, Notte Oscura dell'Anima, descrive ciò che accade in seguito — non qualcosa che l'anima fa, ma qualcosa che Dio le fa, sottraendole le consolazioni sensibili perché possa purificarsi a un livello che il solo sforzo umano non può raggiungere. Questo è ciò che "la notte oscura" indica davvero nella teologia di Giovanni: un'oscurità passiva e purificatrice sulla via verso l'unione con Dio, non l'infelicità generica a cui la si riduce oggi nell'uso comune. Le sue ultime due opere maggiori, Cantico spirituale e Fiamma viva d'amore, descrivono il versante opposto di quella tenebra — l'anima in cerca dell'unione con Dio, e poi da essa trasformata.
Un detto che non è proprio suo
Una frase spesso attribuita a Giovanni della Croce — «alla sera della vita, saremo giudicati sull'amore» — è diventata una delle citazioni più ripetute nella spiritualità cattolica. Non compare, in questi termini esatti, in nessuno dei suoi scritti. Ciò che egli scrisse davvero, nella raccolta nota come Detti di luce e d'amore, è più diretto e meno consolatorio: «Nella sera sarai esaminato sull'amore.» Il Catechismo della Chiesa Cattolica riprende più tardi la stessa idea nel suo insegnamento sul giudizio particolare (§1022) — un promemoria del fatto che la versione popolare e quella autentica portano lo stesso peso, anche se solo una delle due è davvero sua.
Riconosciuto secoli dopo
Giovanni morì a Úbeda il 14 dicembre 1591, consumato dalla malattia e, secondo alcune testimonianze, da maltrattamenti proseguiti persino all'interno del suo stesso ordine. Fu canonizzato nel 1726 da Papa Benedetto XIII, e nel 1926 Papa Pio XI lo proclamò Dottore della Chiesa con il titolo di Doctor Mysticus — il Dottore Mistico — riconoscimento di un corpo di scritti che seppe trasformare nove mesi in una stanza chiusa a chiave in un punto fermo, ormai permanente, della letteratura spirituale cristiana.
Trivia
Chi era San Giovanni della Croce?
Perché fu imprigionato?
Cosa significa davvero "notte oscura dell'anima" nei suoi scritti?
San Giovanni della Croce disse davvero che "saremo giudicati solo sull'amore"?
Quando cade la sua festa, e perché?






