San Dunstano di Canterbury
Un artigiano prima che un arcivescovo
Dunstano nacque intorno al 924 vicino a Glastonbury, e molto tempo prima di ricoprire qualunque incarico ecclesiastico di rilievo aveva già una reputazione autentica come abile artigiano — lavorava i metalli, fondeva campane e miniava manoscritti a mano. Vale la pena tenere presente questo talento reale e documentato, perché è quasi certamente ciò che fornì ai narratori successivi la materia prima per le loro storie: un monaco davvero capace di lavorare a una fucina era una figura facile da trasformare nell'eroe di un duello a colpi di tenaglia contro il Diavolo in persona. Dunstano divenne abate di Glastonbury e usò quella posizione per cominciare a restaurare un monastero che, come la maggior parte delle case religiose inglesi dell'epoca, era caduto in rovina dopo generazioni di incursioni vichinghe e generale abbandono.
George Cruikshank, Dunstan e il Diavolo, 1871, illustrazione — pubblico dominio.
Ricostruire la vita monastica inglese
Il vero traguardo di Dunstano non ebbe nulla a che fare con tenaglie o tentazioni. Nel 959 divenne arcivescovo di Canterbury, e da quella posizione guidò una delle riforme più significative nella storia della Chiesa inglese, lavorando al fianco di altri due vescovi riformatori, Æthelwold e Oswald di Worcester. Il loro sforzo congiunto culminò, intorno al 973, nella Regularis Concordia — la prima regola unificata per la vita monastica applicata a tutta l'Inghilterra, che sostituì il mosaico di consuetudini locali disomogenee che fino ad allora avevano governato i singoli monasteri. Fu un'impresa amministrativa e spirituale genuinamente ardua, coordinare una riforma su scala di un intero regno di case religiose, e i suoi effetti sul monachesimo inglese sopravvissero a Dunstano per secoli.
Una forma precoce di canonizzazione
Dunstano morì a Canterbury il 19 maggio 988, e il riconoscimento della sua santità seguì il modello informale tipico dell'epoca, non un processo simile alla successiva canonizzazione formale della Chiesa. Nel 1029, il Sinodo di Winchester ordinò formalmente che la sua festa fosse osservata come solennità in tutta l'Inghilterra — un passo sorprendente e quasi ufficiale, che precede di secoli la procedura di canonizzazione romana pienamente sviluppata e riflette quanto la portata della sua opera di riforma fosse già compresa a fondo entro una generazione dalla sua morte.
La leggenda, e perché è rimasta viva
Nessun racconto su Dunstano è completo senza affrontare la storia che la maggior parte delle persone conosce davvero: il Diavolo, volendo distrarlo, si sarebbe avvicinato a Dunstano travestito mentre lavorava alla fucina, e Dunstano avrebbe risposto afferrandogli il naso con un paio di tenaglie arroventate, rifiutandosi di lasciarlo andare finché non fosse fuggito. È importante essere chiari su cosa sia questo racconto: una leggenda popolare che emerge solo nella tradizione medievale successiva, non un resoconto coevo della vita reale di Dunstano, e va letta come folclore, non come storia documentata. Ciò che la leggenda riflette accuratamente, però, è la sua reale abilità di metalworker — ed è esattamente questo legame a spiegare perché i fabbri e i serraglieri arrivarono a considerarlo popolarmente una sorta di patrono, un'associazione informale e tradizionale, mai confermata da alcun decreto papale formale. La sua festa si celebra il 19 maggio, e la sua eredità più duratura, la Regularis Concordia, resta il traguardo assai meno spettacolare, ma assai meglio documentato, della sua vita.






