San Gaetano
Un giurista alla Curia romana
Gaetano — Gaetano da Thiene — nacque nell'ottobre 1480 a Vicenza, allora parte della Repubblica di Venezia, da una famiglia nobile, e conseguì una laurea in diritto presso l'Università di Padova prima di entrare al servizio della Chiesa. Lavorò come protonotaro nella Curia romana sotto Papa Giulio II, una posizione che lo pose al centro dell'amministrazione ecclesiastica in un periodo in cui il clero animato da spirito di riforma era sempre più turbato da quanto la prassi istituzionale si fosse allontanata dagli ideali che avrebbe dovuto servire.
Gaetano Zompini, Saint Cajetan of Thiene Holding the Infant Jesus, disegno, 1730–40, Metropolitan Museum of Art — dominio pubblico (CC0).
L'Oratorio del Divino Amore
Intorno al 1516 o 1517, Gaetano co-fondò l'Oratorio del Divino Amore, una confraternita laicale di chierici e laici impegnati nella carità personale e nella riforma della vita religiosa dall'interno, lavorando con discrezione anziché tramite confronti pubblici. Fu un'espressione precoce e spontanea dell'impulso riformatore che avrebbe presto ridisegnato ampie parti della Chiesa cattolica, e diede a Gaetano sia una rete di riformatori affini sia un modello per il progetto più ambizioso che avrebbe intrapreso pochi anni dopo.
La fondazione dei Teatini
Nel 1524, Gaetano si associò a Gian Pietro Carafa — allora vescovo di Chieti, il cui nome latino Theate diede il titolo al nuovo ordine, e che sarebbe poi diventato Papa Paolo IV — per fondare la Congregazione dei Chierici Regolari, nota da allora come i Teatini. Papa Clemente VII approvò canonicamente il nuovo ordine quello stesso anno. Il suo scopo era diretto: riformare la vita clericale dei propri membri attraverso disciplina e povertà apostolica, e mettere quel clero riformato direttamente al lavoro nella carità e nella cura pastorale, anziché trattare la riforma come un ideale astratto da discutere a Roma.
Una risposta senza interessi agli strozzini
Il risultato pratico più duraturo di Gaetano arrivò più tardi, a Napoli, durante un periodo di grave carestia. I poveri disperati della città avevano ben poco a cui rivolgersi se non prestatori predatori che applicavano tutto l'interesse che riuscivano a estorcere a persone senza altre opzioni. Gaetano rispose fondando ospedali per i cosiddetti "incurabili" e, cosa più significativa, istituendo un'istituzione di prestito che non applicava alcun interesse — un tentativo diretto e strutturale di minare l'usura che predava gli abitanti più affamati di Napoli, anziché limitarsi a distribuire carità a posteriori. Quell'istituzione non scomparve dopo la sua morte; crebbe, nei secoli successivi, fino a diventare il Banco di Napoli, uno degli istituti bancari più antichi al mondo, con una linea di discendenza istituzionale rintracciabile direttamente fino al fondo di prestito per il soccorso della carestia fondato da Gaetano.
Una consuetudine devozionale correlata — una specifica tradizione del "pane di San Gaetano" legata all'elemosina in suo onore — circola in alcune fonti popolari, ma non è verificabile in modo indipendente come pratica storica documentata, perciò va trattata come cornice folclorica o devozionale moderna più che come storia accertata. Ciò che è ben documentato è la sua ampia e duratura reputazione di aver sfamato e sostenuto i poveri e i disoccupati di Napoli in uno dei periodi più difficili attraversati dalla città.
Canonizzazione e un patronato moderno
Gaetano morì a Napoli il 7 agosto 1547. Papa Urbano VIII lo beatificò nel 1629, e Papa Clemente X lo canonizzò il 12 aprile 1671. La sua festa cade il 7 agosto, anniversario della sua morte, e nella devozione popolare moderna è ampiamente invocato come patrono dei disoccupati e di chi cerca lavoro — un patronato sostenuto da una forte tradizione di novene costruita direttamente sulla sua opera storica di lotta contro l'usura e la carestia a Napoli — oltre che, in alcune tradizioni, dei giocatori d'azzardo, e come patrono documentato dell'Argentina.






