San Bernardo di Chiaravalle
Trenta reclute e un nuovo ordine severo
Bernardo nacque nel 1090 vicino a Digione, a Fontaine-lès-Dijon, in Borgogna, da una famiglia nobile, e nel 1113 aveva preso una decisione insolita per un giovane del suo rango: entrò a Cîteaux, il monastero cistercense di recente fondazione e ancora in difficoltà, noto per una lettura più rigorosa e austera della regola benedettina rispetto alla maggior parte delle case esistenti. Non andò da solo. Nei mesi precedenti Bernardo aveva convinto personalmente una trentina di altri uomini — tra cui diversi suoi fratelli e uno zio — a unirsi a lui, una campagna di reclutamento che da sola la dice lunga su quanto fosse già persuasivo a 22 anni. Due anni dopo, nel 1115, l'ordine lo inviò a fondare una casa tutta sua: l'abbazia di Chiaravalle, in Champagne, che guidò come abate per i restanti 38 anni della vita.
Jacques Callot, S. Bernard, abbé, da Les Images de Tous les Saincts et Saintes de l'Année, 1636, Metropolitan Museum of Art — dominio pubblico (CC0).
L'abbazia che costruì un ordine
Chiaravalle crebbe rapidamente fino a diventare la casa madre di decine di monasteri figli in tutta Europa, e Bernardo, più di ogni altra singola figura, divenne la forza trainante del più ampio movimento di riforma cistercense — una spinta verso una liturgia più semplice, il lavoro manuale e una disciplina monastica più rigorosa di quanto gran parte della vita benedettina contemporanea si fosse assestata a fare. La sua influenza si spinse ben oltre il chiostro. Negli anni 1130, quando un'elezione papale contestata divise la Chiesa tra due pretendenti, Bernardo mise tutta la propria autorevolezza a favore di Innocenzo II e contribuì a risolvere lo scisma a suo favore, diventando, in quel processo, uno degli uomini di Chiesa più consultati d'Europa su questioni ben oltre la riforma monastica.
De Diligendo Deo
Bernardo fu anche un importante scrittore teologico e mistico, e una frase del suo trattato "Sull'amore di Dio" (De Diligendo Deo) ha sopravvissuto nella memoria popolare a gran parte del resto della sua opera: "La ragione di amare Dio è Dio stesso; e la misura di quell'amore è amarlo senza misura" (Bernardo di Chiaravalle, De Diligendo Deo, capitolo I). È un'affermazione compatta di un tema che attraversa l'intero trattato — che l'amore di Dio non necessita di una giustificazione esterna, perché Dio stesso ne è ragione sufficiente.
Vézelay, e una crociata finita in disastro
Nel 1146, papa Eugenio III incaricò Bernardo di predicare una nuova crociata dopo che la roccaforte crociata di Edessa era caduta in mano musulmana l'anno precedente. Bernardo assunse l'incarico con la stessa energia persuasiva che un tempo aveva convinto trenta uomini a entrare a Cîteaux, e la sua campagna di predicazione per la Seconda Crociata fu un successo popolare immediato — soprattutto durante l'assemblea di Vézelay, dove la tradizione narra che la richiesta della folla per le croci di tessuto che segnavano il voto crociato fu così travolgente che Bernardo strappò a strisce il proprio abito per far fronte alla domanda. Quel dettaglio ci giunge attraverso i cronisti dell'epoca piuttosto che dagli scritti di Bernardo stesso, per cui è più corretto descriverlo come tradizione anziché fatto accertato, ma coglie quanto fosse realmente efficace la sua predicazione.
La campagna che seguì non andò bene. La Seconda Crociata crollò nel disastroso assedio di Damasco del 1148, non ottenendo praticamente nulla e costando moltissime vite. Poiché lo slancio popolare della crociata era stato così chiaramente opera di Bernardo, le aspre critiche seguite al suo fallimento ricaddero pesantemente su di lui, e trascorse gli ultimi anni a difendersene. Vale la pena affermarlo chiaramente, senza ripiegarlo in una nota trionfale sulla sua abilità oratoria: Bernardo porta una responsabilità reale e documentata per aver reso popolare una campagna finita in catastrofe. Allo stesso tempo, gli storici non addossano il fallimento a lui solo — la colpa, allora come oggi, è stata ripartita tra i greci bizantini, le dispute interne tra i Templari, il conte delle Fiandre, la guida militare di re Luigi VII di Francia e le decisioni prese dai legati papali che viaggiavano con l'esercito. Non è un capitolo della vita di Bernardo da glorificare, ma nemmeno da cancellare — è un episodio genuinamente complesso che appartiene a qualunque resoconto onesto di chi fu.
Doctor Mellifluus
Bernardo morì a Chiaravalle il 20 agosto 1153. Il riconoscimento arrivò in fretta per gli standard medievali: papa Alessandro III lo canonizzò il 18 gennaio 1174, appena 21 anni dopo la morte. Secoli più tardi, papa Pio VIII lo proclamò Dottore della Chiesa nel 1830, e nel 1953 papa Pio XII gli attribuì il titolo di "Doctor Mellifluus" — il dottore mellifluo — in un'enciclica omonima, onorando l'eloquenza che un tempo aveva riempito un monastero di reclute e una crociata di volontari. La sua festa si celebra il 20 agosto, ed è ricordato oggi come patrono dell'ordine cistercense, degli apicoltori, dei fabbricanti di candele e di Gibilterra.






