Sant'Ilario di Poitiers

Un imperatore favorevole alla causa ariana bandì Ilario di Poitiers dalla Gallia e lo mandò in Frigia, nel cuore dell'Asia Minore, sperando così di mettere a tacere uno degli ultimi vescovi occidentali ancora disposti a battersi per la dottrina secondo cui Cristo è veramente Dio. Ilario usò invece l'esilio per scrivere. Il libro che ne nacque divenne il primo grande trattato latino mai composto sulla Trinità — e furono proprio i vescovi orientali dell'imperatore, alla fine, a chiedere che lo rimandassero indietro, definendolo, non proprio come un complimento, un "seminatore di discordia".

Un vescovo della Gallia entra in una battaglia venuta dall'Oriente

Ilario nacque attorno al 310 a Poitiers, nella provincia romana della Gallia, da una famiglia pagana benestante, e si convertì al cristianesimo da adulto, dopo che lo studio personale delle Scritture e della filosofia lo convinse della sua verità. Divenne vescovo di Poitiers attorno al 350, assumendo l'incarico proprio nel momento in cui la controversia sull'arianesimo — la dottrina secondo cui Cristo, il Figlio, sarebbe un essere creato e non pienamente e ugualmente divino con Dio Padre — si era propagata dalle sue origini alessandrine a tutto il mondo romano, Gallia compresa, dove pochi vescovi erano preparati ad argomentare a fondo contro di essa. Ilario divenne uno dei pochissimi in Occidente a farlo, guadagnandosi, secoli più tardi, il soprannome di "Atanasio d'Occidente", un paragone con la celebre e isolata battaglia condotta in Oriente contro la stessa eresia da Atanasio di Alessandria.

Una miniatura medievale illuminata raffigurante un vescovo santo barbuto in mitria e piviale arancione, che regge un pastorale e tende la mano verso un uomo seduto in una tomba a forma di cassa.

Miniatura di Sant'Ilario, Passionario di Weissenau, c. 1170-1200, Fondazione Martin Bodmer, Cologny, Svizzera (Cod. Bodmer 127, fol. 144r) — pubblico dominio.

Esiliato in Frigia, e messo al lavoro

L'opposizione di Ilario all'arianesimo attirò l'attenzione dell'imperatore Costanzo II, favorevole a una posizione di compromesso più vicina all'insegnamento ariano e poco disposto a tollerare vescovi che non si allineassero. Attorno al 356, Costanzo fece bandire Ilario dalla Gallia e lo mandò in esilio in Frigia, una regione nel cuore dell'Asia Minore, lontano dalla sua diocesi e dal suo popolo. Invece di subire passivamente l'esilio come una condanna da sopportare, Ilario usò quegli anni per studiare da vicino la teologia orientale e per scrivere, componendo De Trinitate, una difesa teologica organica della dottrina secondo cui Padre, Figlio e Spirito Santo sono un solo Dio in tre persone — considerato universalmente il primo grande trattato sulla Trinità scritto in latino, capace di offrire alla Chiesa occidentale un vocabolario teologico su questo tema che prima le mancava quasi del tutto.

"Un seminatore di discordia" — e un ritorno forzato

L'esilio di Ilario non trascorse in silenzio. Secondo la maggior parte delle fonti, rimase attivo anche dalla Frigia, impegnando i vescovi orientali in dispute teologiche e rifiutandosi di ammorbidire le proprie posizioni, al punto che gli storici registrano come i suoi avversari filo-ariani in Oriente finirono per volerlo lontano, ricordandolo come un piantagrane che seminava divisione ovunque andasse. Attorno al 360 fu liberato e tornò in Gallia, accolto con gioia dal suo popolo, dove continuò a lavorare per restaurare l'ortodossia nicena tra i vescovi gallici per il resto della sua vita.

Dottore della Chiesa, ricordato da Agostino

Ilario morì a Poitiers nel 367 o 368. La sua fama crebbe solo dopo la morte: scrivendo decenni più tardi, Agostino d'Ippona lo definì "l'illustre dottore delle chiese" — un segno di stima da parte di uno dei più grandi teologi della storia cristiana, rivolto proprio al vescovo gallico che, più di quasi chiunque altro in Occidente, aveva dato alla dottrina trinitaria una voce latina. Nel 1851 papa Pio IX rese ufficiale quel riconoscimento, dichiarando Ilario Dottore della Chiesa. La sua festa si celebra il 13 gennaio.

Trivia

Chi era Sant'Ilario di Poitiers?
Un vescovo di Poitiers, in Gallia, vissuto nel IV secolo, nato attorno al 310 e morto nel 367 o 368, ricordato come uno dei più tenaci difensori occidentali della dottrina trinitaria nicena nel pieno della controversia ariana.
Perché Ilario di Poitiers è chiamato il 'Martello degli Ariani'?
Le generazioni successive gli attribuirono questo titolo, insieme al soprannome di 'Atanasio d'Occidente', perché difese, quasi da solo in Gallia e a costo personale reale, la dottrina della piena divinità di Cristo contro l'arianesimo, in un modo che ricorda la battaglia condotta in Oriente da Atanasio di Alessandria.
Che cos'è il 'De Trinitate'?
L'opera teologica principale di Ilario, considerata universalmente il primo trattato in lingua latina di rilievo sulla Trinità; ne compose gran parte durante il suo esilio in Frigia, in Asia Minore, dopo che un imperatore filo-ariano lo aveva bandito dalla sua diocesi.
Ilario di Poitiers è un Dottore della Chiesa?
Sì — papa Pio IX lo dichiarò formalmente Dottore della Chiesa nel 1851, riconoscendo l'importanza teologica duratura della sua difesa della dottrina trinitaria.
Cosa disse Sant'Agostino a proposito di Ilario di Poitiers?
Agostino d'Ippona, scrivendo decenni dopo la morte di Ilario, lo definì 'l'illustre dottore delle chiese' — parole pronunciate su Ilario da un Padre della Chiesa successivo, non una citazione tratta dagli scritti dello stesso Ilario.
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