San Lorenzo da Brindisi
Da Brindisi ai frati cappuccini
Lorenzo da Brindisi nacque Giulio Cesare Russo nel 1559 a Brindisi, città portuale del Regno di Napoli, da una famiglia di mercanti. Dopo la morte prematura del padre, uno zio frate francescano si occupò della sua educazione, e a sedici anni il giovane era già entrato tra i Cappuccini, un ramo riformato dell'ordine francescano noto per la povertà rigorosa e la vita austera, prendendo il nome di Lorenzo. Studiò all'Università di Padova, dove costruì la base linguistica che avrebbe definito la sua carriera: oltre al latino e al greco, sviluppò una vera padronanza dell'ebraico, un traguardo insolito per un uomo di Chiesa cattolico dell'epoca, oltre a una conoscenza pratica del francese, del tedesco e dello spagnolo, in aggiunta al suo italiano nativo.
Incisore sconosciuto, ritratto di San Lorenzo da Brindisi, XVIII secolo — pubblico dominio (Wikimedia Commons).
Un predicatore fluente nella lingua dei suoi avversari
Le competenze linguistiche di Lorenzo non erano una curiosità accademica: erano lo strumento che usava di più. Incaricato di predicare nei territori di lingua tedesca e dell'Europa centrale nel momento di massima tensione della Controriforma, poteva discutere di teologia direttamente con i riformatori protestanti nelle loro stesse lingue e confrontarsi con l'esegesi biblica ebraica sui suoi stessi termini, anziché attraverso la traduzione, il che dava alla sua predicazione antiprotestante una profondità insolita per l'epoca. Quella fama lo portò anche alla diplomazia: papi e principi cattolici lo inviarono ripetutamente in delicate missioni negoziali in tutta Europa, compresi gli sforzi per organizzare la resistenza cristiana contro l'espansione ottomana in Ungheria, il che lo portò, nel 1601, sul campo della battaglia di Székesfehérvár, dove, secondo la tradizione, cavalcò tra le truppe disarmato, sollevando un crocifisso, mentre un esercito cristiano in inferiorità numerica vinceva lo scontro.
Dottore Apostolico
Lorenzo morì a Lisbona nel 1619, durante una missione diplomatica, e ci volle molto tempo perché la Chiesa riconoscesse formalmente la sua eredità teologica: papa Giovanni XXIII lo dichiarò Dottore della Chiesa solo il 19 marzo 1959, attribuendogli il titolo di "Dottore Apostolico" per la combinazione di profondità dottrinale e predicazione instancabile in tutto il continente. Il divario di tre secoli e mezzo tra la sua morte e quella dichiarazione riflette quanto tempo possa richiedere, per un uomo di Chiesa ricordato soprattutto per l'azione — predicare, negoziare, organizzare — vedere la propria produzione teologica scritta valutata correttamente ed elevata a quel rango.
Un'eredità di lingue e diplomazia
Ciò che resta della scrittura di Lorenzo occupa diversi volumi di prediche e commenti biblici, apprezzati in particolare per il modo diretto in cui si confrontava con le fonti ebraiche, anziché affidarsi a un'erudizione latina di seconda mano. La sua vita ricorda anche che la Controriforma non si combatté solo nei trattati teologici: si svolse in prediche multilingue rivolte a congregazioni miste, in tese missioni diplomatiche tra principi cattolici e protestanti rivali, e occasionalmente sui campi di battaglia veri e propri. La sua festa si celebra il 21 luglio, e resta patrono della sua città natale, Brindisi, e dell'ordine cappuccino che servì per oltre quarant'anni.






