San Luigi Bertrando
Una vocazione domenicana a Valencia
Luigi Bertrando nacque il 1° gennaio 1526 a Valencia, in Spagna, in una famiglia lontanamente imparentata con il più celebre domenicano Vincenzo Ferrer. Entrò da giovane nell'ordine domenicano e trascorse i primi anni della sua vita religiosa in ruoli piuttosto convenzionali in Spagna — predicando, insegnando e occupandosi della formazione dei frati più giovani — prima di essere inviato, verso i trentacinque anni, nel territorio coloniale spagnolo della Nuova Granada, una regione che copriva gran parte dell'odierna Colombia e delle aree circostanti.
Juan Zariñena, Vera efigie del Venerable Luis Beltrán, c. 1581-82, Museo Ibercaja Camón Aznar, Saragozza — pubblico dominio.
Sette anni nella Nuova Granada
Bertrando arrivò in Sud America nei primi anni 1560 e vi trascorse circa sette anni come missionario, lavorando direttamente in mezzo alle comunità indigene della regione. La tradizione vuole che gli sia stata concessa una capacità quasi miracolosa di farsi comprendere al di là di barriere linguistiche che non aveva mai pienamente padroneggiato — una storia di "dono delle lingue" del tipo raccontato su diversi santi missionari di quel periodo, e che va letta come pia tradizione, non come un'affermazione storica o linguistica documentata. Ciò che risulta meglio attestato, e non dipende da alcun racconto miracoloso per reggersi, è che Bertrando costruì un'importante reputazione come predicatore e convertì un gran numero di persone durante i suoi anni sul campo.
Opporsi agli abusi coloniali
Gli anni di Bertrando nella Nuova Granada coincisero con un maltrattamento diffuso e ben documentato delle popolazioni indigene da parte dei colonizzatori spagnoli, e divenne noto specificamente per essersi opposto a quella condotta — non come un dettaglio marginale del suo lavoro missionario, ma come una posizione che ne definì la reputazione sia presso il popolo che serviva sia presso le stesse autorità coloniali che era disposto a criticare. Questa parte della sua storia poggia su basi più solide della leggenda linguistica: contemporanei e biografi successivi lo ricordano concordemente come un missionario che prese sul serio, al punto da denunciarlo apertamente, l'abuso subito dalle persone che stava evangelizzando, in un'epoca in cui farlo comportava rischi professionali e personali reali all'interno della gerarchia ecclesiastica coloniale.
Il ritorno a casa, per restarci
Nel 1569, Bertrando tornò in Spagna e non fece più ritorno in Sud America. Trascorse i dodici anni restanti della sua vita in un lavoro domenicano decisamente più convenzionale — come maestro dei novizi e in seguito come priore, occupandosi della formazione dei frati più giovani invece di proseguire il lavoro missionario di frontiera. Morì a Valencia, la città che gli aveva dato i natali, il 9 ottobre 1581.
Canonizzazione e patronato
Papa Clemente X canonizzò Luigi Bertrando nel 1671, nove decenni dopo la sua morte. È venerato oggi come patrono della Colombia, in onore degli anni trascorsi a evangelizzare il territorio che sarebbe diventato quel paese, e, più in generale, come patrono dei missionari. La sua festa si celebra il 9 ottobre, anniversario della morte nella città dove era iniziata la sua vita religiosa.






