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Salmi 39

Capitolo 39 di 150

1 _Al maestro del coro. A Iedutùn. Salmo. Di Davide._ 2 Ho detto: «Vigilerò sulla mia condotta per non peccare con la mia lingua; metterò il morso alla mia bocca finché ho davanti il malvagio». 3 Ammutolito, in silenzio, tacevo, ma a nulla serviva, e più acuta si faceva la mia sofferenza. 4 Mi ardeva il cuore nel petto; al ripensarci è divampato il fuoco. Allora ho lasciato parlare la mia lingua: 5 «Fammi conoscere, Signore, la mia fine, quale sia la misura dei miei giorni, e saprò quanto fragile io sono». 6 Ecco, di pochi palmi hai fatto i miei giorni, è un nulla per te la durata della mia vita. Sì, è solo un soffio ogni uomo che vive. 7 Sì, è come un’ombra l’uomo che passa. Sì, come un soffio si affanna, accumula e non sa chi raccolga. 8 Ora, che potrei attendere, Signore? È in te la mia speranza. 9 Liberami da tutte le mie iniquità, non fare di me lo scherno dello stolto. 10 Ammutolito, non apro bocca, perché sei tu che agisci. 11 Allontana da me i tuoi colpi: sono distrutto sotto il peso della tua mano. 12 Castigando le sue colpe tu correggi l’uomo, corrodi come un tarlo i suoi tesori. Sì, ogni uomo non è che un soffio. 13 Ascolta la mia preghiera, Signore, porgi l’orecchio al mio grido, non essere sordo alle mie lacrime, perché presso di te io sono forestiero, ospite come tutti i miei padri. 14 Distogli da me il tuo sguardo: che io possa respirare, prima che me ne vada e di me non resti più nulla.
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