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Siracide 46

Capitolo 46 di 51

1 Valoroso in guerra fu Giosuè, figlio di Nun, successore di Mosè nell'ufficio profetico; secondo il suo nome, egli fu grande per la salvezza degli eletti di Dio, compiendo la vendetta contro i nemici insorti, per assegnare l'eredità a Israele. 2 Com'era glorioso quando alzava le sue braccia e brandiva la spada contro le città! 3 Chi prima di lui era stato così saldo? Egli guidava le guerre del Signore. 4 Al suo comando non si arrestò forse il sole e un giorno divenne lungo come due? 5 Egli invocò l'Altissimo, il Sovrano, mentre i nemici lo premevano da ogni parte; lo esaudì il Signore grande con una grandinata di pietre poderose. 6 Egli piombò sulla nazione nemica e nella discesa distrusse gli avversari, perché le nazioni conoscessero tutte le sue armi e che la loro guerra era contro il Signore. Egli infatti marciò dietro al Sovrano 7 e nei giorni di Mosè compì un'opera di misericordia: egli e Caleb, figlio di Iefunnè, opponendosi all'assemblea, impedendo che il popolo peccasse e calmando le maligne mormorazioni. 8 Solo loro due furono salvati fra i seicentomila fanti, per far entrare il popolo nell'eredità, nella terra in cui scorrono latte e miele. 9 Il Signore concesse a Caleb una forza che l'assistette sino alla vecchiaia, perché raggiungesse le alture del paese; così la sua discendenza possedette l'eredità, 10 affinché tutti i figli d'Israele sapessero che è bene seguire il Signore. 11 Ci sono poi i giudici, ciascuno con il suo nome: di coloro il cui cuore non commise infedeltà e di quanti non si allontanarono dal Signore, sia il loro ricordo in benedizione! 12 Le loro ossa rifioriscano dalla loro tomba e il loro nome si rinnovi nei figli, perché essi sono già glorificati. 13 Samuele, amato dal suo Signore, profeta del Signore, istituì la monarchia e unse dei prìncipi sul suo popolo. 14 Secondo la legge del Signore governò l'assemblea e il Signore volse lo sguardo benevolo su Giacobbe. 15 Per la sua fedeltà si dimostrò profeta e per le sue parole fu riconosciuto veggente degno di fede. 16 Egli invocò il Signore, il Sovrano, quando i nemici lo premevano all'intorno, con l'offerta di un agnello da latte. 17 Il Signore tuonò dal cielo e con grande fragore fece udire la sua voce; 18 sterminò i capi degli abitanti di Tiro e tutti i prìncipi dei Filistei. 19 Prima dell'ora del suo sonno eterno attestò davanti al Signore e al suo unto: "Né denari né sandali ho preso da alcuno", e nessuno poté contraddirlo. 20 Ancora dopo che si fu addormentato profetizzò, predicendo al re la sua fine; anche dal sepolcro levò la sua voce per cancellare con una profezia l'iniquità del popolo.
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