Guidami, Luce Gentile
John Henry Newman scrisse questa poesia nel 1833, mentre era in bonaccia in mare, incerto sulla direzione futura della propria fede e della propria vita; fu poi musicata e divenne uno degli inni di guida più amati in lingua inglese. Newman, più tardi canonizzato santo, la scrisse come preghiera di fiducia, non di certezza.
Guidami, luce gentile, tra le tenebre che mi avvolgono, guidami tu! La notte è buia, e io sono lontano da casa, guidami tu! Reggi tu i miei passi; non chiedo di vedere la scena lontana; un passo solo mi basta. Non fu sempre così, né pregai che tu mi guidassi; amavo scegliere e vedere da me il mio cammino; ma ora guidami tu! Amavo il giorno sfacciato e, pur tra le paure, l'orgoglio governava la mia volontà. Non ricordare gli anni passati. Tanto a lungo la tua potenza mi ha benedetto, e certo ancora mi guiderà su lande e paludi, su rocce e torrenti, finché la notte non sia passata, e con il mattino quei volti d'angelo sorridano di nuovo, quelli che ho amato a lungo, e perduto per un poco.