La Presentazione della Beata Vergine Maria

Secondo un racconto ampiamente diffuso tra i primi cristiani ma mai entrato nel Nuovo Testamento, una coppia anziana di nome Gioacchino e Anna, che avevano pregato per anni per avere un figlio, condussero la giovane figlia Maria al Tempio di Gerusalemme e ve la lasciarono a crescere al suo servizio, adempiendo un voto fatto per gratitudine verso una nascita che un tempo avevano creduto impossibile. La scena non compare da nessuna parte nei Vangeli, eppure divenne uno dei momenti più spesso dipinti nell'intera storia visiva dell'arte cristiana, e conserva ancora oggi una propria festa nel calendario cattolico.

Una storia esterna ai Vangeli

A differenza della maggior parte degli eventi commemorati nel calendario liturgico cristiano, la Presentazione di Maria non ha alcun fondamento nel Nuovo Testamento canonico. I quattro Vangeli non dicono quasi nulla dell'infanzia o dei primi anni di vita di Maria prima dell'Annunciazione, quando l'angelo Gabriele le annuncia che concepirà e darà alla luce un figlio che è il Figlio di Dio. Quel silenzio scritturale lasciò un vuoto considerevole che le prime comunità cristiane, desiderose di sapere di più sulla madre di Gesù, colmarono con vari scritti non canonici composti nei decenni e nei secoli successivi all'epoca apostolica.

Un dipinto rinascimentale della giovane Vergine Maria che sale i gradini del Tempio.

Tiziano, Presentazione della Vergine al Tempio (dettaglio), Gallerie dell'Accademia — pubblico dominio.

Il più influente di questi testi, di gran lunga, è il Protovangelo di Giacomo, un documento cristiano antico probabilmente composto nel II secolo e attribuito, quasi certamente in modo errato, a Giacomo, inteso nel testo come parente di Gesù. Sebbene non sia mai stato accolto nel canone biblico né dalla Chiesa d'Occidente né da quella d'Oriente, ed esplicitamente escluso dalla Scrittura dalle autorità ecclesiastiche antiche che ne riconobbero il carattere leggendario, il Protovangelo circolò estremamente diffuso in tutto il mondo cristiano antico e medievale ed ebbe un'influenza sproporzionata sull'immaginario devozionale cristiano, fornendo nomi, dettagli e interi episodi narrativi riguardanti i genitori e l'infanzia di Maria che non compaiono in nessun punto dei Vangeli canonici.

Gioacchino, Anna e un voto adempiuto per gratitudine

Secondo il Protovangelo, i genitori di Maria, chiamati nel testo Gioacchino e Anna, sopportarono anni senza figli, una circostanza considerata nel mondo sociale legato all'onore descritto dal testo una fonte di notevole vergogna e difficoltà sociale. Dopo una fervente preghiera e, in alcune versioni del racconto, annunci angelici rivolti a ciascuno di loro separatamente e che promettevano un figlio, Anna concepì e diede alla luce una figlia, Maria — la cui stessa nascita la Chiesa commemora come festa distinta. In gratitudine per questa nascita a lungo desiderata, si narra che la coppia abbia fatto voto di dedicare la figlia al servizio del Tempio di Gerusalemme, e quando Maria raggiunse i tre anni, secondo la tradizione, la portarono al Tempio e ve la presentarono, dove fu accolta dai sacerdoti e rimase, nel racconto tradizionale, a vivere e servire nel recinto del Tempio finché non raggiunse l'età adatta al matrimonio.

La scena della piccola Maria che sale da sola i gradini del Tempio, spesso raffigurata come una bambina determinata che ascende una lunga scalinata verso un sommo sacerdote in attesa mentre i genitori osservano dal basso, divenne uno dei soggetti più amati e frequentemente dipinti nell'intera storia dell'arte devozionale cristiana, comparendo nelle opere di grandi artisti tra cui Tiziano e Giotto, il cui affresco della scena nella Cappella degli Scrovegni a Padova resta tra le raffigurazioni più celebri.

Una tradizione, non una dottrina

La Chiesa cattolica traccia una distinzione chiara e importante tra la dottrina formalmente definita, le verità che la Chiesa insegna come parte essenziale del deposito della fede rivelata, e la pia tradizione, credenze e pratiche devozionali cresciute nei secoli senza portare quello stesso peso dottrinale. La Presentazione di Maria appartiene fermamente a quest'ultima categoria. La Chiesa non richiede ai cattolici di credere che gli eventi specifici descritti nel Protovangelo di Giacomo siano accaduti così come narrati, e la moderna esegesi biblica considera generalmente il testo un'opera di pia leggenda, composta generazioni dopo la vita reale di Maria, pensata per soddisfare la curiosità popolare sulle sue origini e per rafforzare temi teologici, principalmente la sua purezza e consacrazione a Dio per tutta la vita, che la prima comunità cristiana desiderava sottolineare.

Gli storici hanno anche osservato che non esiste una solida evidenza indipendente a sostegno dell'affermazione specifica secondo cui giovani ragazze fossero regolarmente ospitate e cresciute all'interno del recinto del Tempio di Gerusalemme durante il I secolo, un dettaglio che sembra riflettere le esigenze narrative del Protovangelo piuttosto che una caratteristica documentata della pratica religiosa ebraica del Secondo Tempio.

Il punto teologico dietro la leggenda

Nonostante il suo fondamento storico incerto, la tradizione della presentazione di Maria porta con sé un punto teologico che la Chiesa ha da sempre trovato devozionalmente prezioso, indipendentemente dal fatto che i dettagli narrativi specifici siano storicamente accurati. La storia presenta Maria come consacrata a Dio fin dalla prima infanzia, interamente riservata a scopi divini ben prima dell'annuncio dell'angelo Gabriele a lei, ormai giovane donna, un'enfasi narrativa che rafforza la riflessione teologica cattolica e ortodossa sulla santità singolare e duratura di Maria e sulla sua totale e ininterrotta apertura alla volontà di Dio, temi che si collegano naturalmente al successivo dogma cattolico dell'Immacolata Concezione, secondo cui Maria fu preservata immune dal peccato originale fin dal momento stesso del proprio concepimento, una dottrina distinta e formalmente definita dalla Chiesa, a differenza del racconto della presentazione in sé.

Come si è sviluppata la festa e come si celebra oggi

La festa ha radici antiche nella tradizione cristiana orientale, dove le chiese di Gerusalemme già commemoravano l'evento nel VI o VII secolo, e conserva un rango liturgico particolarmente elevato nella prassi ortodossa e cattolica orientale, annoverata tra le dodici grandi feste dell'anno liturgico nella tradizione bizantina, un rilievo notevolmente maggiore di quello che possiede nella Chiesa d'Occidente. L'osservanza si diffuse più gradualmente in Occidente, guadagnando un'accettazione più ampia nella Chiesa latina soprattutto a partire dal XIV secolo, e viene celebrata oggi nel calendario cattolico romano come memoria facoltativa il 21 novembre, invitando alla riflessione sulla consacrazione totale e duratura di Maria a Dio, mentre la Chiesa continua a trattare il racconto storico specifico dietro la festa come materia di antica tradizione piuttosto che come fatto accertato.

Trivia

Cosa commemora la festa della Presentazione della Beata Vergine Maria?
Celebrata il 21 novembre, la festa commemora una tradizione, non registrata nei Vangeli canonici, secondo cui i genitori di Maria, Gioacchino e Anna, presentarono la giovane figlia al Tempio di Gerusalemme perché vi crescesse al suo servizio, in adempimento di un voto fatto quando non erano riusciti a concepire un figlio.
Da dove proviene la storia della presentazione di Maria al Tempio?
La storia deriva dal Protovangelo di Giacomo, un testo cristiano antico probabilmente composto nel II secolo che non fa parte del canone biblico, ma che circolò ampiamente e plasmò in modo significativo la devozione popolare e l'arte cristiana riguardo ai primi anni di vita di Maria e dei suoi genitori, tradizionalmente chiamati Gioacchino e Anna.
La Presentazione di Maria è un insegnamento ufficiale della Chiesa cattolica?
No. La Chiesa cattolica distingue tra dottrine formalmente definite come verità rivelata e pie tradizioni che, pur non facendo parte del deposito della fede, sono da lungo tempo parte della vita devozionale cristiana; la Presentazione di Maria appartiene fermamente a questa seconda categoria, e la Chiesa non insegna l'evento storico come oggetto di fede obbligatoria.
Le giovani ragazze vivevano davvero nel Tempio di Gerusalemme ai tempi di Maria?
Non esiste una chiara evidenza storica o archeologica di una pratica stabile che prevedesse la residenza permanente di giovani ragazze all'interno del recinto del Tempio di Gerusalemme, come descritto dalla tradizione; la maggior parte degli storici considera il dettaglio un'invenzione letteraria pia, piuttosto che il riflesso di una pratica documentata del Tempio ebraico del I secolo.
Come si celebra liturgicamente la festa?
La Presentazione della Beata Vergine Maria è osservata come memoria facoltativa nel calendario cattolico romano, con preghiere proprie che riflettono sulla consacrazione totale di Maria a Dio fin dai suoi primi anni, e ha maggiore rilievo liturgico nelle tradizioni cristiane orientali, sia ortodosse sia cattoliche orientali, dove figura tra le dodici grandi feste dell'anno liturgico.
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