Santa Giovanna Francesca di Chantal, Religiosa

Il figlio quindicenne si gettò di traverso sulla soglia per impedirle di partire, e Giovanna Francesca di Chantal lo scavalcò comunque, in lacrime, per rispondere a una chiamata che credeva venuta da Dio stesso. Era una vedova di trentadue anni con quattro figli ancora in casa, non certo la candidata più ovvia per fondare un ordine religioso, e l'uomo che l'avrebbe aiutata a farlo era entrato nella sua vita da poco, come un estraneo che predicava un ciclo di sermoni quaresimali. Da quell'improbabile alleanza nacque qualcosa che avrebbe ridisegnato la vita religiosa femminile nella Francia del Seicento.

Un matrimonio interrotto

Jeanne-Françoise Frémyot nacque a Digione nel 1572, in una prominente famiglia di giuristi francesi: il padre era presidente del parlamento regionale. A vent'anni sposò Christophe de Rabutin, barone di Chantal, e il matrimonio che ne seguì fu, secondo la maggior parte delle testimonianze, autenticamente felice, con sei figli nati, due dei quali morti in tenera età. Gestì le proprietà di famiglia con evidente competenza e divenne nota localmente per la sua opera caritatevole tra i poveri della campagna circostante, un'abitudine di generosità concreta che l'avrebbe accompagnata per il resto della vita.

Un dipinto settecentesco di santa Giovanna Francesca di Chantal in abito religioso.

Corrado Giaquinto, ritratto di santa Giovanna Francesca di Chantal, XVIII secolo — pubblico dominio.

Quella stabilità finì bruscamente nel 1601, quando il marito rimase mortalmente ferito in un incidente di caccia, colpito da un amico che lo aveva scambiato per selvaggina. Sopravvisse dolorosamente per alcuni giorni prima di morire, e Giovanna, appena ventottenne, restò vedova con quattro figli superstiti e, per un certo periodo, sotto il peso crescente di un suocero difficile che la costrinse a gestire i suoi affari in condizioni gravose. Sopportò quella situazione per diversi anni, proseguendo le sue opere caritatevoli e la sua devozione privata, prima che le circostanze la mettessero in contatto con l'uomo che avrebbe cambiato il corso della sua vita.

Un sermone, una visione, un'alleanza spirituale

Nel 1604 Giovanna si recò a Digione durante la Quaresima e ascoltò un vescovo in visita predicare un ciclo di sermoni. Quel vescovo era Francesco di Sales, già noto per il suo approccio mite e accessibile alla santità e per i successi ottenuti riconquistando alla fede cattolica la regione dello Chablais, vicino a Ginevra. Giovanna raccontò in seguito di averlo riconosciuto da una precedente visione interiore che credeva di aver ricevuto, dell'uomo che sarebbe diventato la sua guida spirituale, e lo cercò, chiedendogli di assumere la direzione della sua vita spirituale.

Francesco acconsentì, dapprima con cautela, e i due iniziarono una corrispondenza e un'alleanza spirituale che sarebbe durata fino alla morte di lui, nel 1622. Il loro rapporto, ampiamente documentato dalle lettere superstiti, fu tanto di rispetto reciproco e sincera amicizia quanto di formale direzione spirituale, e plasmò profondamente le vicende successive di entrambi. Le stesse opere scritte di Francesco, tra cui l'influente Introduzione alla vita devota, si svilupparono in parte a partire dalla guida che aveva offerto per primo a Giovanna e ad altri laici in cerca di un cammino verso la santità che non richiedesse di abbandonare del tutto la vita ordinaria.

Lasciare i figli per fondare un ordine

Nel 1610 Francesco e Giovanna avevano definito insieme il progetto di fondare una nuova comunità religiosa, pensata con uno scopo specifico e, per l'epoca, insolito: accogliere donne la cui età, fragilità fisica o circostanze familiari le avrebbero escluse dagli ordini contemplativi più rigidi e fisicamente esigenti allora disponibili, come i Carmelitani. La nuova comunità, l'Ordine della Visitazione di Santa Maria, prese il nome dalla scena evangelica della visita di Maria alla cugina Elisabetta, ponendo l'accento sul servizio caritatevole e su una regola di vita contemplativa più moderata, anziché sull'austerità estrema comune altrove.

Lasciare la famiglia per fondare l'ordine non fu semplice. Il figlio quindicenne di Giovanna, Celse-Bénigne, disperato per la partenza della madre, si sarebbe steso di traverso sulla soglia di casa per impedirle fisicamente di uscire, e Giovanna, in lacrime ma risoluta, lo avrebbe scavalcato piuttosto che tornare indietro. È uno degli episodi più vividi e più spesso raccontati della sua vita, che coglie insieme il costo reale della sua decisione e la profondità della convinzione che la sostenne oltre quel momento. La figlia più piccola, ancora bambina, la accompagnò per un certo tempo nella nuova comunità prima di essere infine cresciuta altrove, mentre gli altri figli furono affidati a parenti.

Una regola plasmata dalla misericordia

L'ordine della Visitazione che Giovanna e Francesco fondarono insieme ad Annecy nel 1610 crebbe costantemente nei decenni successivi, diffondendosi ben oltre la casa fondatrice originaria in decine di comunità in tutta la Francia e, in seguito, anche oltre i suoi confini. Giovanna ne fu superiora per gran parte del resto della sua vita, sovrintendendo all'espansione dell'ordine, scrivendo ampiamente sulla vita spirituale per le sue sorelle, e proseguendo la sua corrispondenza con Francesco fino alla morte di lui.

I suoi ultimi anni portarono considerevoli sofferenze personali, tra cui la morte di diversi nipoti e altri familiari, prove che sopportò, secondo la testimonianza di chi le era vicino, con la stessa fede stabile e concreta che aveva segnato tutta la sua vita fin dall'inizio. Morì nel 1641, avendo visto l'ordine da lei co-fondato ormai saldamente affermato come forza significativa nella vita religiosa francese. Papa Clemente XIII la canonizzò nel 1767, e la sua festa cade il 12 agosto. La figlia di sua nipote, Madame de Sévigné, sarebbe diventata una delle più celebri epistolografe della letteratura francese, un filo indiretto ma degno di nota che collega la discendenza di Giovanna a un'altra forma di eredità scritta duratura.

Trivia

Chi era santa Giovanna Francesca di Chantal?
Nata Jeanne-Françoise Frémyot a Digione nel 1572, fu una nobildonna francese, moglie e madre di quattro figli che, rimasta vedova a ventotto anni, divenne allieva spirituale di san Francesco di Sales e con lui fondò nel 1610 l'Ordine della Visitazione di Santa Maria.
Come conobbe Giovanna Francesca di Chantal Francesco di Sales?
Lo ascoltò predicare un ciclo di sermoni quaresimali a Digione nel 1604 e, riconoscendolo da una visione che credeva di aver ricevuto in precedenza, gli chiese di diventare il suo direttore spirituale, dando avvio a un legame che sarebbe durato fino alla morte di lui, nel 1622.
Che cosa aveva di particolare l'Ordine della Visitazione da lei co-fondato?
L'Ordine della Visitazione di Santa Maria fu pensato per accogliere donne la cui età, salute o obblighi familiari le avrebbero escluse dagli ordini contemplativi più esigenti dal punto di vista fisico allora esistenti, unendo una vita contemplativa autentica a una regola più dolce e accessibile.
Cosa accadde alla famiglia di Giovanna Francesca di Chantal dopo la sua scelta religiosa?
La figlia più piccola l'accompagnò per un periodo di preparazione, le altre figlie si sposarono col tempo, e il figlio Celse-Bénigne, che aveva tentato di trattenerla, intraprese la carriera militare; sua figlia divenne poi madre della celebre epistolografa Madame de Sévigné.
Quando si celebra la festa di santa Giovanna Francesca di Chantal?
La sua festa cade il 12 agosto; fu canonizzata nel 1767 da papa Clemente XIII, circa un secolo e mezzo dopo la sua morte, avvenuta nel 1641.
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