Sant'Andrea Dũng-Lạc, sacerdote, e compagni, martiri

Le autorità vietnamite arrestano una prima volta padre Andrea Dũng-Lạc, e i suoi parrocchiani lo riscattano. Lo arrestano di nuovo, e questa volta non ci sarà una seconda grazia. La sua storia, ripetuta con variazioni lungo circa tre secoli di persecuzione intermittente e spesso feroce, divenne il punto di riferimento per una delle più grandi canonizzazioni collettive di martiri nella storia della Chiesa: 117 uomini e donne, vietnamiti e missionari stranieri insieme, riconosciuti insieme per morti distribuite lungo generazioni di una comunità cattolica che si rifiutò di scomparire.

Una fede trapiantata su un terreno politico ostile

Il cristianesimo giunse in Vietnam attraverso l'opera di missionari portoghesi, e in seguito soprattutto francesi e spagnoli, a partire dal XVI e XVII secolo, resa celebre in particolare dagli sforzi del gesuita francese Alexandre de Rhodes, che sviluppò l'alfabeto vietnamita romanizzato ancora oggi in uso, in parte come strumento per diffondere l'insegnamento cristiano. La fede si radicò progressivamente nelle generazioni successive, ma lo fece in un ambiente politico sempre più sospettoso nei suoi confronti, in particolare con l'intensificarsi delle ambizioni coloniali europee nel Sud-Est asiatico nel corso del XVIII e XIX secolo.

Una vetrata raffigurante Sant'Andrea Dũng-Lạc nella chiesa cattolica di San Paolo a Westerville, Ohio.

Foto di Nheyob, vetrata di Sant'Andrea Dũng-Lạc, Chiesa Cattolica di San Paolo, Westerville, Ohio, ritagliata, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons.

Gli imperatori vietnamiti finirono per considerare il cattolicesimo un'importazione straniera intrecciata con l'ingerenza politica europea, un sospetto non del tutto infondato dati i rapporti stretti, talvolta apertamente politici, che alcuni missionari e convertiti vietnamiti mantenevano con gli interessi coloniali e commerciali francesi. Questa percezione alimentò uno schema lungo, intermittente e a tratti straordinariamente severo di persecuzione anticristiana, che si estese dal XVII secolo fino alla fine del XIX, con le ondate più intense e sistematiche sotto gli imperatori ottocenteschi Minh Mạng, Thiệu Trị e Tự Đức, i cui editti successivi vietarono del tutto la pratica cristiana, ordinarono la distruzione delle chiese e imposero l'esecuzione del clero e l'apostasia forzata dei fedeli comuni.

Il ministero di Andrea Dũng-Lạc e gli arresti ripetuti

Andrea Dũng-Lạc, nato intorno al 1795 in una povera famiglia non cristiana convertitasi in seguito, fu ordinato sacerdote cattolico e trascorse anni servendo le comunità cristiane vietnamite in condizioni sempre più pericolose, spostandosi spesso tra i villaggi travestito o di notte per sfuggire alle autorità che davano attivamente la caccia al clero. Fu arrestato almeno due volte durante il suo ministero. La prima volta, i suoi parrocchiani raccolsero fondi per riscattarlo dalla custodia, una pratica non insolita all'epoca, in regioni dove i funzionari locali potevano talvolta essere persuasi, con la corruzione, a rilasciare i sacerdoti catturati invece di infliggere le pene più severe ufficialmente ordinate dalla capitale.

La sua libertà non durò a lungo. Dũng-Lạc fu arrestato di nuovo nel 1839, e questa volta nessun riscatto o intervento ne assicurò il rilascio. Fu torturato e infine decapitato nei pressi di Hanoi nel dicembre di quell'anno, una morte tra molte migliaia avvenute in tutto il Vietnam durante quei decenni di persecuzione, ma le cui documentazioni e circostanze ne fecero, nei successivi processi di canonizzazione, una figura rappresentativa adatta per il numero ben più ampio di cristiani vietnamiti morti senza lasciare resoconti altrettanto dettagliati dei loro ultimi giorni.

Un martirio condiviso da decine di migliaia

La portata della persecuzione anticristiana in Vietnam in questo periodo fu immensa, con stime storiche che suggeriscono come ben oltre centomila cattolici vietnamiti possano essere morti per la loro fede nel corso dei circa tre secoli di persecuzione intermittente, cifre che, per quanto difficili da verificare con piena precisione data la natura frammentaria e incompleta dei documenti sopravvissuti, indicano comunque una persecuzione di portata e durata straordinarie, che rivaleggia con molte delle più celebri persecuzioni dei primi secoli cristiani nell'Impero Romano, o le supera.

Tra gli uccisi non figuravano solo sacerdoti, catechisti e semplici fedeli laici vietnamiti, ma anche vescovi e sacerdoti missionari stranieri, soprattutto francesi e spagnoli, che avevano continuato il proprio ministero in Vietnam nonostante il pericolo crescente. I metodi di esecuzione documentati nei resoconti superstiti erano spesso deliberatamente brutali, tra cui decapitazione, strangolamento, smembramento e forme prolungate di tortura-esecuzione, pene pensate non solo per uccidere i singoli cristiani ma per terrorizzare intere comunità circostanti spingendole ad abbandonare del tutto la fede, un intento che, nell'arco di tre secoli di pressione sostenuta, fallì vistosamente nell'estinguere la comunità cattolica vietnamita, che non solo sopravvisse ma continuò a crescere.

Canonizzare 117 rappresentanti di un numero ben più grande

Data l'enorme portata della persecuzione, il processo della Chiesa cattolica per riconoscere i martiri vietnamiti dovette necessariamente procedere selezionando un gruppo rappresentativo, invece di tentare di documentare e canonizzare individualmente ogni vittima, un approccio pratico usato anche per altre grandi persecuzioni storiche di cui semplicemente non sopravvivono documenti completi per ogni singola vittima. Papa Giovanni Paolo II canonizzò insieme un gruppo di 117 martiri vietnamiti il 19 giugno 1988, un gruppo che abbraccia morti avvenute nell'arco di circa due secoli, dal XVII al XIX, e che comprende vescovi, sacerdoti, catechisti e laici vietnamiti di ogni estrazione sociale, insieme al clero missionario straniero morto servendo al loro fianco.

Andrea Dũng-Lạc fu designato come nome guida dell'intero gruppo canonizzato, dando alla festa collettiva il titolo formale di memoria di Sant'Andrea Dũng-Lạc e dei suoi compagni, anche se il gruppo stesso rappresenta cristiani che spesso vissero, servirono e morirono distanti decenni o persino secoli l'uno dall'altro, uniti solo dal fatto condiviso di essere morti per la stessa fede nella stessa terra perseguitata.

Un'eredità viva nella Chiesa vietnamita moderna

La persecuzione commemorata da questa festa costituisce una parte fondativa della memoria storica della Chiesa cattolica vietnamita, una delle comunità cattoliche più grandi e resilienti dell'Asia di oggi, nonostante la gravità della persecuzione subita nel corso di così tante generazioni. La canonizzazione dei 117 martiri nel 1988 fu accolta con grande gioia tra i cattolici vietnamiti sia in patria sia nelle vaste comunità della diaspora vietnamita formatesi all'estero, in particolare in seguito agli sconvolgimenti politici del Vietnam nel XX secolo. La festa condivisa, celebrata il 24 novembre, onora non semplicemente un elenco di nomi individuali ma la testimonianza sostenuta e plurigenerazionale di un'intera comunità, sostenuta in condizioni che, per lunghi tratti della storia vietnamita, resero il semplice atto di praticare la fede cattolica una potenziale condanna a morte.

Trivia

Chi era Sant'Andrea Dũng-Lạc?
Andrea Dũng-Lạc fu un sacerdote cattolico vietnamita, nato intorno al 1795, arrestato più volte per la sua fede e il suo ministero durante un periodo di intensa persecuzione dei cristiani in Vietnam, e infine decapitato nel 1839; è oggi venerato come figura rappresentativa di un gruppo molto più ampio di 117 martiri vietnamiti canonizzati insieme.
Quanti martiri vietnamiti furono canonizzati insieme ad Andrea Dũng-Lạc, e quando?
Papa Giovanni Paolo II canonizzò insieme 117 martiri del Vietnam il 19 giugno 1988, un gruppo che comprendeva sacerdoti, catechisti e laici vietnamiti, oltre a vescovi e sacerdoti missionari stranieri, scelti per rappresentare le decine di migliaia di cristiani ritenuti morti nel corso di circa tre secoli di persecuzione intermittente in Vietnam.
Perché i cristiani furono perseguitati in Vietnam in questo periodo?
Diversi imperatori vietnamiti succedutisi, in particolare nel corso dell'Ottocento, considerarono il cattolicesimo un'influenza straniera e politicamente destabilizzante legata alle ambizioni coloniali europee, ed emisero editti che vietavano la fede, distruggevano le chiese e ordinavano l'esecuzione o l'apostasia forzata dei cristiani, con una persecuzione che si intensificò notevolmente sotto gli imperatori Minh Mạng, Thiệu Trị e Tự Đức.
Quali metodi di esecuzione furono comunemente usati contro i martiri cristiani vietnamiti?
I resoconti documentati descrivono una serie di metodi di esecuzione brutali usati contro i martiri vietnamiti, tra cui la decapitazione, lo strangolamento, lo smembramento e forme prolungate di tortura-esecuzione, pensate sia per punire i singoli sia per terrorizzare le comunità cristiane circostanti spingendole ad abbandonare la fede.
Quando cade la festa dei Martiri Vietnamiti?
La festa condivisa di Sant'Andrea Dũng-Lạc e dei suoi compagni si celebra il 24 novembre.
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