San Giuseppe Calasanzio, Sacerdote
Dal diritto canonico alle strade di Roma
Giuseppe Calasanzio nacque nel 1557 a Peralta de la Sal, nella regione spagnola dell'Aragona, in una famiglia di piccola nobiltà che si aspettava per lui una rispettabile carriera ecclesiastica adeguata al proprio rango sociale. Studiò teologia e diritto canonico, fu ordinato sacerdote nel 1583 e trascorse i primi anni di carriera in una serie di incarichi amministrativi via via più importanti all'interno della Chiesa spagnola, il tipo di percorso che avrebbe ragionevolmente potuto portarlo verso un episcopato o una posizione comoda nella burocrazia ecclesiastica.
Francisco Jover y Casanova, ritratto di San Giuseppe Calasanzio, c. 1879 — pubblico dominio.
Invece, nel 1592, a trentacinque anni, Calasanzio si trasferì a Roma, inizialmente intenzionato a proseguire la propria carriera ecclesiastica sfruttando le relazioni di un cardinale suo parente. Ciò che trovò lì, muovendosi tra i quartieri più poveri della città nell'ambito del proprio lavoro caritativo con una confraternita romana dedicata ad aiutare gli indigenti, cambiò la direzione di tutta la sua vita: un numero enorme di bambini in condizioni di povertà, senza alcun accesso all'istruzione, molti di fatto abbandonati per strada durante il giorno mentre i genitori lavoravano o, in molti casi, privi di qualunque struttura familiare funzionante.
La prima scuola pubblica gratuita d'Europa
Nel 1597 Calasanzio affittò un'unica stanza nel rione romano di Trastevere e cominciò a insegnare lì di persona a un piccolo gruppo di bambini poveri, presto affiancato da altri sacerdoti e laici che condividevano la sua convinzione che quei bambini meritassero un'istruzione tanto quanto i figli di qualsiasi famiglia benestante. La scuola crebbe rapidamente; nel giro di pochi anni si era trasferita in locali più ampi e istruiva centinaia di ragazzi, offrendo non solo lettura, scrittura e dottrina religiosa, ma anche matematica e altre materie pratiche utili per un futuro mestiere o lavoro artigianale, un curriculum notevolmente più ampio e orientato alla pratica rispetto all'istruzione classica, incentrata sul latino, tipicamente riservata ai figli dei ricchi in quel periodo.
Gli storici dell'educazione riconoscono generalmente alla scuola di Calasanzio il primato di prima scuola pubblica gratuita d'Europa organizzata sistematicamente e aperta ai bambini indipendentemente dalla capacità economica della famiglia, un modello istituzionale autenticamente pionieristico che precede di oltre un secolo il più ampio sviluppo dei sistemi di istruzione pubblica in Europa. Papa Clemente VIII, colpito dalla rapida crescita e dall'evidente successo della scuola, le accordò il sostegno papale, e l'iniziativa continuò a espandersi costantemente negli anni successivi, arrivando infine a diffondersi anche in altre città oltre Roma.
Gli Scolopi
Per sostenere e formalizzare questa missione educativa in crescita, Calasanzio fondò una congregazione religiosa dedicata specificamente a essa, la Congregazione dei Chierici Regolari Poveri delle Scuole Pie, i cui membri divennero noti come Scolopi. I membri dell'ordine univano la normale formazione religiosa e i voti a una specifica preparazione professionale come insegnanti, una struttura che per l'epoca rappresentava una concezione della vita religiosa notevolmente specializzata e moderna, organizzata attorno a un'unica missione caritativa ed educativa chiaramente definita, anziché al più generico orientamento contemplativo o pastorale della maggior parte degli ordini religiosi esistenti.
L'ordine crebbe considerevolmente durante la vita di Calasanzio, aprendo scuole in diverse città italiane e in seguito anche fuori dall'Italia, e lo stesso Calasanzio, nonostante l'età avanzata, rimase profondamente coinvolto nella gestione quotidiana e pratica delle scuole, insistendo su standard di qualità nell'insegnamento e, in modo degno di nota per il periodo, su una moderazione nell'uso delle punizioni corporali che distingueva le sue scuole dalla pratica pedagogica spesso più severa diffusa altrove nell'Europa del Seicento.
Tradimento, soppressione e riscatto
Gli ultimi anni di Calasanzio furono segnati da un grave conflitto interno all'ordine stesso che aveva fondato. Un membro della congregazione, Mario Sozzi, in accordo con alleati all'interno della Curia romana, condusse una campagna di accuse sostenuta nel tempo contro la guida di Calasanzio, sfruttando reali difficoltà finanziarie e disaccordi interni all'ordine, allora in rapida espansione. La disputa divenne abbastanza grave da indurre papa Innocenzo X, nel 1646, a sopprimere formalmente gli Scolopi come congregazione religiosa, riducendo i suoi membri allo stato di sacerdoti secolari riuniti in un'associazione molto più libera e non vincolante, anziché in un ordine religioso formale con voti.
Calasanzio, allora ottantenne, accettò la soppressione con evidente umiltà anziché opporsi apertamente, continuando a sostenere e incoraggiare come poteva i suoi confratelli dispersi fino alla morte, nel 1648, senza vivere abbastanza da vedere il ripristino dell'ordine. Il riscatto arrivò solo dopo la sua morte: gli Scolopi furono pienamente ripristinati come congregazione religiosa da papa Alessandro VII nel 1656, e l'ordine ha continuato la propria missione educativa in vari paesi del mondo fino a oggi.
Un patrono per ogni scolaro
Giuseppe Calasanzio fu canonizzato nel 1767, e nel 1948 papa Pio XII lo dichiarò patrono di tutte le scuole popolari cristiane, un riconoscimento formale del ruolo pionieristico che quell'unica stanza in affitto a Trastevere aveva svolto nella più ampia storia dell'istruzione accessibile in tutto il mondo cattolico e oltre. La sua festa si celebra il 25 agosto, e le scuole scolopiche continuano a operare oggi in diversi continenti, guidate ancora dalla stessa convinzione di fondo che spinse per la prima volta un canonista spagnolo a camminare per le strade più povere di Roma: che l'accesso di un bambino all'istruzione non debba dipendere dalla ricchezza della famiglia in cui è nato.






