San Josemaría Escrivá

Il 2 ottobre 1928, un giovane prete spagnolo di nome Josemaría Escrivá disse di aver ricevuto, nel corso di un unico ritiro, l'intuizione fondante di un tipo del tutto nuovo di organizzazione cattolica: che la santità non fosse riservata a monaci e monache dietro le mura del convento, ma pienamente accessibile a persone comuni con lavori ordinari — contabili, medici, madri, meccanici — che santificassero il lavoro quotidiano invece di fuggirlo. Quella intuizione divenne l'Opus Dei, ed Escrivá divenne, nel 2002, uno dei santi canonizzati più rapidamente dell'epoca moderna.

Un'infanzia segnata dal lutto

Josemaría Escrivá nacque il 9 gennaio 1902 a Barbastro, nella regione aragonese della Spagna settentrionale, in una famiglia di commercianti caduta in difficoltà economiche dopo il fallimento dell'attività paterna. Prima che Josemaría raggiungesse l'adolescenza, tre delle sue sorelle minori morirono in tenera età — una serie di lutti che, secondo il suo stesso racconto successivo, approfondì la fede della famiglia invece di scuoterla. La famiglia si trasferì a Logroño, dove il padre trovò lavoro, ed è lì che, ancora adolescente, Josemaría riferì di aver visto le orme lasciate nella neve fresca da un frate carmelitano scalzo — un dettaglio piccolo ma sorprendente che disse in seguito aver contribuito a cristallizzare la sensazione che Dio lo chiamasse a rinunciare a qualcosa di importante, anche se non sapeva ancora cosa.

Una fotografia in bianco e nero di un prete anziano in tonaca nera e colletto clericale, seduto e con lo sguardo diretto verso la macchina fotografica, espressione calma.

Fotografia distribuita dall'ufficio stampa della Prelatura dell'Opus Dei in Spagna, Josemaría Escrivá — CC BY-SA 2.0, via Wikimedia Commons.

Entrò nel seminario di Logroño e poi di Saragozza, e fu ordinato sacerdote il 28 marzo 1925. Negli anni successivi esercitò il ministero in parrocchie povere e operaie attorno a Madrid, lavorando direttamente con malati, poveri e moribondi — un'esperienza pastorale che lo mise in contatto quotidiano con il tipo esatto di vita ordinaria e priva di gloria su cui si sarebbe poi concentrato il suo insegnamento.

L'intuizione fondante del 2 ottobre 1928

L'evento che Escrivá e i suoi seguaci indicano come momento fondante dell'Opus Dei avvenne durante un ritiro personale a Madrid il 2 ottobre 1928. Escrivá disse che nel corso di quel ritiro giunse a vedere con improvvisa chiarezza qualcosa che descrisse come mostratogli: che i cristiani laici, nel bel mezzo di lavori del tutto secolari e responsabilità familiari, potevano perseguire la stessa pienezza di santità tradizionalmente associata alla vita monastica, trasformando il loro lavoro quotidiano ordinario in un atto d'amore verso Dio, compiuto con cura e integrità. Chiamò questa intuizione, in modo piuttosto criptico nei suoi scritti successivi, semplicemente "l'Opera" — Opus Dei in latino — e trascorse il resto della vita a costruirvi attorno un'organizzazione.

Questa idea, spesso riassunta oggi come "chiamata universale alla santità", non era del tutto priva di precedenti nella teologia cattolica, ma l'enfasi particolare di Escrivá — secondo cui un agente di borsa o una casalinga che santificasse il proprio lavoro reale stava facendo qualcosa di spiritualmente significativo quanto i voti di un monaco — fu abbastanza distintiva, e sostenuta con sufficiente forza organizzativa, da influenzare decenni dopo il linguaggio del Concilio Vaticano II sulla vocazione dei laici.

Gli anni della guerra civile spagnola

La crescita iniziale dell'Opus Dei fu interrotta quasi subito dalla guerra civile spagnola, scoppiata nel 1936. Le persecuzioni religiose dei primi mesi di guerra costrinsero Escrivá alla clandestinità a Madrid, e alla fine dovette attraversare a piedi i Pirenei in un pericoloso passaggio per raggiungere la zona controllata dai nazionalisti, un'odissea che descrisse in seguito nei suoi scritti sulla provvidenza e la fiducia nelle circostanze difficili. Terminata la guerra nel 1939, riprese a costruire l'Opus Dei da Madrid, e l'organizzazione si diffuse prima in Spagna e poi, dagli anni Quaranta in avanti, a livello internazionale — in Portogallo, in Italia e infine in Europa, nelle Americhe, in Asia e in Africa.

La costruzione di una prelatura e la scrittura di Cammino

Gran parte dell'eredità pubblica di Escrivá poggia sui suoi scritti. Il suo libro più noto, Cammino, pubblicato per la prima volta nel 1934 e ampliato in diverse edizioni successive, è una raccolta di brevi massime spirituali — alcune lunghe una sola frase — pensate per essere lette in piccole dosi come spunti di meditazione quotidiana sulla vita cristiana ordinaria. È stato tradotto in decine di lingue e resta il testo dell'Opus Dei più letto.

Dal punto di vista istituzionale, Escrivá cercò per decenni una struttura canonica adatta al carattere insolito dell'Opus Dei: un'organizzazione composta in stragrande maggioranza da laici, affiancati da un corpo più ristretto di sacerdoti, unificata attorno a una missione spirituale anziché a un territorio geografico come una diocesi ordinaria. Quella struttura — la prelatura personale — non esisteva formalmente nel diritto canonico fino a quando papa Giovanni Paolo II non la creò per l'Opus Dei nel 1982, sette anni dopo la morte di Escrivá, risolvendo una questione con cui il fondatore si era confrontato per gran parte del suo ministero.

Canonizzazione e dibattito ancora aperto

Escrivá morì a Roma il 26 giugno 1975. Il suo processo di canonizzazione procedette con una rapidità insolita per gli standard moderni — fu beatificato nel 1992 e canonizzato il 6 ottobre 2002 da papa Giovanni Paolo II, meno di tre decenni dopo la morte. Quella rapidità, insieme alla cultura interna di relativa riservatezza dell'Opus Dei riguardo ai propri membri e alle proprie pratiche, ha suscitato nei decenni critiche e dibattiti tra alcuni cattolici e osservatori esterni, anche se la posizione ufficiale della Chiesa, espressa attraverso la stessa canonizzazione, sostiene che il suo insegnamento e l'organizzazione da lui fondata siano sani e utili alla Chiesa nel suo insieme.

Festa

La festa di San Josemaría Escrivá si celebra il 26 giugno, anniversario della sua morte.

Letture correlate

Chi è interessato ai fondatori del Novecento la cui esperienza personale ha plasmato un intero movimento all'interno della Chiesa potrebbe voler leggere anche di San Massimiliano Kolbe, sacerdote polacco contemporaneo la cui fondazione religiosa e il successivo martirio lasciarono un segno altrettanto distintivo nella vita cattolica moderna, o di San Padre Pio, un altro sacerdote italiano del Novecento canonizzato pochi decenni dopo la morte.

Trivia

Chi era San Josemaría Escrivá?
Josemaría Escrivá (1902-1975) fu un prete cattolico spagnolo che nel 1928 fondò l'Opus Dei, un'organizzazione dedicata all'idea che i cattolici laici possano cercare la santità attraverso il lavoro quotidiano e la vita familiare, non solo attraverso le vocazioni religiose. Papa Giovanni Paolo II lo canonizzò nel 2002.
Cos'è l'Opus Dei?
Opus Dei, latino per "Opera di Dio", è una prelatura personale della Chiesa cattolica — una struttura paragonabile a una diocesi ma organizzata attorno a una missione anziché a un territorio — composta perlopiù da laici che si impegnano a cercare la santità attraverso la vita professionale e familiare ordinaria, insieme a un numero minore di sacerdoti; fu formalmente riconosciuta come prelatura personale da papa Giovanni Paolo II nel 1982.
Qual è l'insegnamento centrale di Josemaría Escrivá?
Il suo messaggio fondamentale, spesso riassunto come "chiamata universale alla santità", afferma che la santità non è riservata al clero e ai religiosi ma è accessibile a ogni cristiano battezzato attraverso lo svolgimento coscienzioso e orante del lavoro e dei doveri quotidiani; lo sviluppò a lungo nel suo libro più noto, Cammino, una raccolta di brevi massime spirituali pubblicata per la prima volta nel 1934.
Perché l'Opus Dei è stata oggetto di controversie?
Nei decenni alcuni critici hanno sollevato dubbi sulla riservatezza interna dell'organizzazione, sulle sue pratiche di reclutamento e sulla rapidità del processo di canonizzazione di Escrivá, mentre i sostenitori sottolineano la sua struttura riconosciuta dal Vaticano e l'ampia portata del suo lavoro educativo e caritativo; la posizione ufficiale della Chiesa, riflessa nella canonizzazione di Escrivá, è che il suo insegnamento e l'organizzazione da lui fondata siano ortodossi e benefici, sebbene il dibattito pubblico su pratiche specifiche sia proseguito.
Quando cade la festa di San Josemaría Escrivá?
La sua festa si celebra il 26 giugno, data della sua morte a Roma nel 1975.
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