San Filippo Apostolo

Un apostolo da una città di lingua greca
Filippo è uno dei primi uomini chiamati da Gesù, e compare presto nel Vangelo di Giovanni accanto ad Andrea e Pietro, tutti e tre originari di Betsaida, città di pescatori sul Mar di Galilea. È lui stesso a reclutare Natanaele, futuro apostolo, dicendogli senza mezzi termini di aver "trovato colui del quale hanno scritto Mosè nella Legge e i profeti, Gesù, figlio di Giuseppe, di Nazareth" (Giovanni 1,45, CEI). Quando Natanaele risponde con scetticismo — "Da Nazareth può mai venire qualcosa di buono?" — Filippo non discute di teologia con lui. Si limita a dire "Vieni e vedi", una frase diventata da allora quasi un motto per l'evangelizzazione stessa: non persuasione tramite argomenti, ma un invito a guardare con i propri occhi. La posizione di Betsaida, ai margini di un territorio in gran parte di lingua greca, potrebbe anche spiegare perché sarà proprio Filippo — che porta lui stesso un nome greco — a essere cercato in seguito dai pellegrini greci al Tempio.
Jusepe de Ribera, "San Filippo," c. 1618 — dominio pubblico.
L'apostolo messo alla prova sui pani
Il momento più memorabile di Filippo prima dell'Ultima Cena arriva durante la moltiplicazione dei pani e dei pesci, quando Gesù si rivolge a lui per primo con una domanda su come sfamare l'enorme folla radunata davanti a loro — una prova, annota il Vangelo di Giovanni, poiché Gesù sapeva già cosa intendeva fare. La risposta pratica di Filippo, che calcola il costo impossibile di pane sufficiente, prepara il terreno per il miracolo che segue. Quel legame con il pane sarebbe poi diventato il suo simbolo distintivo nell'arte cristiana medievale.
Una domanda che rivela quanto ancora non capisse
Il momento più sorprendente di Filippo, però, arriva molto più tardi, durante l'Ultima Cena, dopo anni trascorsi a seguire Gesù. Nel mezzo del lungo discorso d'addio di Gesù, Filippo interrompe con una richiesta: "Signore, mostraci il Padre e ci basta" (Giovanni 14,8, CEI). La risposta di Gesù porta con sé un'inconfondibile nota di sorpresa: "Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me ha visto il Padre. Come puoi dire: Mostraci il Padre?" (Giovanni 14,9, CEI). Lo scambio risulta stranamente rassicurante proprio per quanto è umano — la prova che perfino uno dei dodici, dopo anni di vicinanza diretta a Gesù, poteva ancora cercare qualcosa che gli era già stato mostrato.
Un ponte tra Gesù e chi lo cercava
In un'altra occasione, è a Filippo che un gruppo di Greci si rivolge quando vogliono vedere Gesù, ed è Filippo a portare la richiesta ad Andrea prima che i due, insieme, la portino a Gesù. È un dettaglio piccolo, ma ricorrente — in più scene del Vangelo, Filippo appare ripetutamente nel ruolo di intermediario, qualcuno a cui la gente si rivolge per avere accesso a Gesù, piuttosto che una figura centrale della vicenda in sé.
Confuso con un altro Filippo
La tradizione cristiana successiva talvolta sovrappose Filippo Apostolo a Filippo Evangelista, uno dei sette diaconi scelti negli Atti degli Apostoli, che battezzò il funzionario etiope sulla strada per Gaza. Erano due uomini distinti, con ruoli diversi nella Chiesa delle origini, ma l'omonimia e la scarsità di informazioni certe su entrambi dopo la fine dei Vangeli fecero sì che leggende successive, e persino alcuni martirologi antichi, ne intrecciassero occasionalmente le storie. La maggior parte degli studi moderni li considera figure distinte, con il ministero del diacono Filippo che si svolse soprattutto lungo le città costiere della Giudea, mentre quello dell'apostolo lo portò molto più a est.
Un martirio che rispecchiò anni di servizio silenzioso
La tradizione sostiene che il ministero successivo di Filippo lo portò a Gerapoli, dove la sua predicazione condusse alla conversione della moglie del proconsole della città — un successo che scatenò la furia del proconsole e portò all'arresto di Filippo. Si narra che sia stato crocifisso a testa in giù insieme all'apostolo Bartolomeo, continuando a predicare mentre l'esecuzione veniva compiuta. È una scena finale adeguata per un apostolo il cui tratto distintivo, in ogni apparizione evangelica, fu meno una guida spettacolare e più un servizio quieto e costante verso chiunque avesse bisogno di raggiungere Gesù.
Ricordato tanto in Oriente quanto in Occidente
La festa di Filippo cade il 3 maggio nell'attuale calendario romano, condivisa con San Giacomo il Minore, sebbene per secoli la Chiesa d'Occidente la celebrasse il 1° maggio, prima che la data fosse spostata per fare spazio alla moderna festa di San Giuseppe Lavoratore. La Chiesa ortodossa orientale mantiene la sua festa separatamente, il 14 novembre, e tradizionalmente apre il digiuno della Natività il giorno successivo — il che rende la commemorazione di Filippo, per milioni di cristiani orientali ogni anno, l'inizio non ufficiale del tempo di preparazione al Natale. Una grande basilica costruita in suo onore a Gerapoli, nella Turchia odierna, è stata riscoperta dagli archeologi soltanto nel 2011, quando gli scavi hanno portato alla luce quella che si ritiene essere la sua tomba sotto le rovine — un ritrovamento che ha dato un peso fisico concreto a una tradizione che fino ad allora era sopravvissuta solo attraverso testimonianze scritte.
Trivia
Che ruolo ha Filippo nella moltiplicazione dei pani e dei pesci?
Cosa chiese Filippo a Gesù durante l'Ultima Cena?
Quale altro ruolo svolge Filippo nei Vangeli?
Come morì Filippo?







