La guarigione del cieco
Un mendicante con un nome
La maggior parte delle persone guarite da Gesù nei Vangeli restano senza nome — una donna con un'emorragia, un uomo cieco dalla nascita, un paralitico calato attraverso un tetto. Marco rompe questo schema qui, e lo fa con insolita precisione: "il figlio di Timeo, Bartimeo, che era cieco, sedeva lungo la strada a mendicare" (Marco 10,46). Gli studiosi hanno da tempo notato che "Bartimeo" significa già "figlio di Timeo" in aramaico, quindi Marco lo sta di fatto nominando due volte, in due lingue, come per assicurarsi che nessuno potesse perdere o dimenticare chi fosse. Quando il Vangelo di Marco circolava tra le prime comunità cristiane, Bartimeo poteva ben essere una figura già nota tra loro — qualcuno la cui guarigione non era solo una storia sul potere di Gesù, ma la storia di una persona reale la cui vita era visibilmente e definitivamente cambiata.
Sebastiano Ricci, "Christ Healing the Blind Man," c. 1712-1716, National Galleries of Scotland. Public domain.
Fuori Gerico, sulla via verso Gerusalemme
L'ambientazione conta. Gesù sta "partendo da Gerico insieme ai suoi discepoli e a molta folla" (Marco 10,46), il che colloca questa guarigione in un momento cruciale del Vangelo di Marco — l'ultima tappa prima che la strada salga verso Gerusalemme, dove Gesù si dirige direttamente verso la sua passione. Marco ha strutturato il suo Vangelo in modo che questo sia l'ultimo miracolo di guarigione prima che inizi il racconto di Gerusalemme, e arriva subito dopo una sezione in cui Gesù ha ripetutamente detto ai suoi discepoli, che continuano a non capire, esattamente cosa lo attenda là. Un cieco sul punto di riacquistare la vista, posto letteralmente sulla soglia della via verso la croce, porta un evidente peso simbolico che il pubblico originario di Marco non avrebbe mancato di cogliere.
Zittito, e che grida più forte
Quando Bartimeo sente che è Gesù di Nazaret a passare, non esita: "cominciò a gridare e a dire: 'Figlio di Davide, Gesù, abbi pietà di me!'" (Marco 10,47). La reazione della folla è immediata e dura — "molti lo rimproveravano perché tacesse" (Marco 10,48). Vale la pena soffermarsi su quanto sia ordinaria questa reazione. Un mendicante cieco che grida dal ciglio della strada era, per la maggior parte delle persone in quella folla, un'interruzione, un imbarazzo, qualcuno che avrebbe dovuto conoscere il proprio posto e non fare scenate davanti al rabbino in visita. La risposta di Bartimeo all'essere zittito è il momento su cui ruota l'intera storia: "egli gridava ancora più forte" (Marco 10,48). Non si acquieta per adeguarsi a ciò che ci si aspetta da lui. Grida più forte.
Un titolo che nomina chi è davvero Gesù
Le parole gridate da Bartimeo non sono una generica richiesta d'aiuto — "figlio di Davide" è un titolo specifico e carico di significato, legato all'antica promessa che un discendente del re Davide avrebbe un giorno restaurato Israele e regnato come Messia promesso. In tutto il Vangelo di Marco, l'identità di Gesù è trattata come qualcosa che viene rivelato gradualmente e con cura, spesso tra la confusione delle stesse persone a lui più vicine. Qui, un mendicante cieco sul ciglio della strada — qualcuno senza alcuno status formale, senza istruzione nella Legge, con nient'altro che perseveranza e bisogno — è colui che nomina Gesù correttamente, pubblicamente, due volte, mentre la folla cerca di farlo tacere. Marco sembra tracciare un contrasto voluto: la cecità fisica e la vista spirituale non sono la stessa cosa, e in questa storia è il cieco a vedere chiaramente ciò che a tutti gli altri nella folla sfugge.
La domanda che Gesù aveva appena rivolto a qualcun altro
"Gesù si fermò e disse: 'Chiamatelo!'" (Marco 10,49). Bartimeo risponde gettando via il mantello — probabilmente il suo unico vero possesso, steso a terra per raccogliere le monete dei passanti, e qualcosa che un mendicante avrebbe normalmente custodito con cura — e balza in piedi per andare da Gesù (Marco 10,50). Gesù allora gli pone una domanda: "Che cosa vuoi che io faccia per te?" (Marco 10,51). I lettori attenti di Marco riconosceranno questa stessa identica domanda posta pochi versetti prima, quando Giacomo e Giovanni, due membri della cerchia più stretta di Gesù, gli si erano avvicinati desiderando essere seduti alla sua destra e alla sua sinistra nella gloria (Marco 10,35-37). La stessa domanda, rivolta all'ambizioso membro della cerchia interna e al disperato estraneo, produce due richieste radicalmente diverse — una per lo status, l'altra semplicemente per vedere.
"La tua fede ti ha salvato"
La risposta di Bartimeo è diretta: "Rabbunì, che io veda di nuovo!" (Marco 10,51). Gesù non compie alcun rito elaborato né gli tocca gli occhi, come fa in altri racconti di guarigione — dice semplicemente: "Va', la tua fede ti ha salvato" (Marco 10,52), e Bartimeo riacquista immediatamente la vista. Il racconto parallelo di Luca rende lo stesso momento in modo leggermente diverso — "Abbi di nuovo la vista! La tua fede ti ha salvato" (Luca 18,42) — ma entrambi i Vangeli usano la stessa parola sorprendente per "salvato", il termine greco usato anche in tutto il Nuovo Testamento per la salvezza spirituale. La guarigione degli occhi di Bartimeo e la guarigione più profonda della fede sono presentate come inseparabili, un unico e medesimo atto.
Seguire sulla via
Ciò che accade dopo è facile da trascurare, ma è il dettaglio che dà all'intera storia la sua forma duratura: Bartimeo, ora capace di vedere, non torna a casa, non riprende a mendicare in un altro luogo, non si limita a ringraziare Gesù e ad andarsene verso la propria vita ritrovata. "Lo seguiva lungo la strada" (Marco 10,52). "La Via" sarebbe diventata uno dei primi nomi usati per i seguaci di Gesù negli Atti degli Apostoli, e la scelta delle parole di Marco qui è quasi certamente deliberata — Bartimeo non riceve solo un miracolo, diventa un discepolo, unendosi proprio alla folla che sale con Gesù verso Gerusalemme e, sebbene non potesse ancora saperlo, verso la croce. Il racconto di Luca aggiunge che se ne andò "glorificando Dio", e che la folla che aveva assistito fece lo stesso (Luca 18,43) — la guarigione si propaga dalla perseveranza di un solo uomo fino a diventare lode pubblica.
Un modello di preghiera che si rifiuta di tacere
La Chiesa ha da sempre indicato il grido di Bartimeo — "Figlio di Davide, Gesù, abbi pietà di me!" — come modello di preghiera, non da ultimo per la sua stretta somiglianza con la Preghiera di Gesù usata nella spiritualità cristiana orientale, e perché coglie qualcosa di essenziale sulla perseveranza nella fede: la disponibilità a continuare a chiedere, a continuare a gridare, anche quando le persone intorno, o i propri stessi dubbi, dicono di tacere. I lettori che desiderano approfondire lo schema che Gesù stabilisce in tutto il suo ministero di guarigione, e come ogni miracolo indichi una verità più grande su chi egli sia, troveranno altri esempi nella nostra guida alle storie evangeliche e parabole di Gesù. La storia di Bartimeo non finisce con lui guarito e lasciato indietro, ma guarito e in cammino in avanti — prova che ciò che chiedeva non era mai stato davvero solo la sua vista.





